Monti Măcin
Le montagne più antiche della Romania, 300 milioni di anni di resistenza.
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Monti Măcin, per esteso
Montagne più vecchie della Romania. Roccia ercinica, 300 milioni di anni. Stavano in piedi prima dei dinosauri.
Consumate a colline di granito. Țuțuiatu ha solo 467 m. Stanno in piedi perché la roccia è dura, non perché sono alte.
Dal 2000, il massiccio è protetto come Parco Nazionale: un mosaico unico di steppa, foreste submediterranee e affioramenti di granito, dove vivono la tartaruga terrestre della Dobrugia, il «balaur» dobrugeno (la lucertola più grande della Romania) e oltre 180 specie di uccelli. Ai loro piedi, la città di Măcin conserva la memoria del castrum romano Arrubium.
Cronologia
Monti Măcin nel tempo
Dalla formazione del paesaggio a oggi, un filo cronologico.
Orogenesi ercinica
La collisione delle placche tettoniche innalza una catena montuosa imponente, mentre i continenti formavano ancora la Pangea.
Grande erosione
Vento, acqua e gelo erodono le montagne dalle altezze alpine fino ai colli di granito di oggi.
Arrubium
I romani erigono ai piedi delle montagne il castrum di cavalleria Arrubium, sul limes danubiano.
Parco Nazionale
I Monti Macin diventano parco nazionale: 11.000 ettari di steppa, foreste e granito protetti.
Monte-lezione
Sentieri escursionistici tra rocce di 300 milioni di anni. Resistenza senza spettacolo resta il nostro modello di lavoro.
Da vedere
Punti della regione
Vetta Țuțuiatu (467 m)
Il punto più alto della Dobrugia, con panorama sul Danubio e la steppa.
Il sentiero verso Țuțuiatu sale da Greci tra frutteti e affioramenti rocciosi, fino alla vetta da cui si vede tutta la Dobrugia settentrionale: il Danubio con le paludi di Brăila, la steppa e, nelle giornate limpide, persino i monti Buzău oltre il fiume.
La vetta faceva parte di una catena montuosa di altezza alpina.
Il punto più alto della Dobrugia, accessibile in 2-3 ore di salita.
Cresta del Pricopan
Cresta nuda di granito con forme spettacolari, come la Sfinge della Dobrugia.
La cresta nuda sopra Măcin è una galleria di sculture naturali: la Sfinge della Dobrugia, il Gallo, rocce arrotondate dal vento da centinaia di milioni di anni. Il sentiero di cresta è breve, ma spettacolare, con il Danubio sempre all'orizzonte.
Vento e gelo scolpiscono il granito in forme bizzarre.
Il sentiero più fotografato del nord della Dobrugia.
Balaur dobrugeno
La lucertola più grande della Romania, relitto della fauna di steppa, vive tra le rocce.
Il balaur dobrugeno può superare i 40 cm ed è del tutto innocuo, nonostante il nome. Relitto delle steppe di un tempo, sopravvive solo in pochi luoghi della Dobrugia, e gli affioramenti di Macin sono il suo rifugio preferito.
Specie rigorosamente protetta, simbolo del parco nazionale.
Monastero Cocoș
Monastero del XIX secolo ai piedi delle montagne, luogo di quiete tra le foreste.
Fondato nel 1833 da monaci transilvanici di ritorno dall'Athos, il monastero Cocoș custodisce le reliquie dei martiri di Niculițel, scoperte nel 1971 in una cripta paleocristiana del IV secolo, tra le più antiche testimonianze cristiane sul territorio rumeno.
Il monastero viene fondato ai piedi delle montagne.
A Niculițel si scopre la cripta dei martiri del sec. IV.
Luogo di pellegrinaggio e quiete tra le foreste della Dobrugia settentrionale.
Mappa
Punti sulla mappa
I pin aprono un’anteprima breve. I dettagli sono sulla scheda del luogo.
Vara e arșiță pe granit; iarna, potecile pot fi alunecoase. Sezon de Măcin: aprilie–iunie și septembrie–octombrie
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